Arrampicata: come si prepara il climber?

>Arrampicata: come si prepara il climber?

Se si osserva un climber in parete, sono davvero poche le dinamiche coinvolte in questo sport che risultano ben visibili a occhio nudo. Per comprenderle è necessario approfondire i singoli movimenti e le elaborazioni mentali che accompagnano l’intero percorso del climber fino all’ultimo rinvio.

Arrampicata: come si prepara

La fase di preparazione prima dell’arrampicata è fondamentale per un climber

Il completo controllo del proprio corpo e l’incredibile forza, non solo nelle braccia ma anche nelle dita e negli avambracci, sono senza dubbio aspetti immediatamente riconoscibili, ma l’arte dell’arrampicata è questo e tanto altro ancora… Scopriamo insieme come si prepara un climber per affrontare la verticale!

Parola d’ordine: preparazione

Con questo non si intende esclusivamente un allenamento di riscaldamento composto da lunghe sessioni di stretching per sciogliere i muscoli o di attivazione muscolare con piegamenti e trazioni. La preparazione inizia nel momento in cui si sceglie una via di arrampicata. Come prima cosa, è importante elaborare una “bozza” preliminare, ovvero una linea verticale immaginaria che porta in vetta, individuando tutti i punti chiave e identificando eventuali le criticità. Se la parete è a strapiombo, il fattore forza sarà essenziale per una presa sicura mediante l’attivazione dei muscoli profondi per una maggiore stabilizzazione, se invece si deve affrontare un tiro particolarmente lungo, ecco che bisognerà giocare più sulla resistenza. Riassumendo, il primo passo di elaborazione per un climber potrebbe metaforicamente rappresentare lo schizzo preliminare di un artista su una tela bianca. Come tale, si tratta infatti di una prima impressione di getto sulla base della quale verranno poi costruiti gli step successivi procedendo per tentativi. In questo senso, l’intero processo di creazione dell’opera rappresenterà quindi il programma di preparazione.

prepara un climber

Step 1: lo studio della parete

Ci vuole un fisico bestiale

Una volta memorizzato a grandi linee il percorso, con i suoi punti chiave più impegnativi, sarà possibile intraprendere una preparazione fisica mirata in vista delle sfide che si dovranno affrontare. Non ha senso intestardirsi su mille varianti di plank per rinforzare la muscolatura profonda, essenziale per la stabilità del corpo in parete, e focalizzarsi su diverse tecniche di presa quando la via di arrampicata scelta è una questione di resistenza invece che di forza. In questo caso, più serie con carichi relativamente leggeri ad alte ripetizioni è l’allenamento perfetto per arrivare fisicamente pronti in falesia. Gli esercizi più indicati a questo scopo comprendono l’utilizzo di piccoli manubri o della sbarra in scarico parziale, ovvero posizionandosi non completamente in sospensione ma scaricando parte del peso corporeo mediante l’appoggio delle gambe su un rialzo. Oltre all’allenamento dell’upper body, anche il lower body vuole la sua parte, per gambe e glutei di marmo! È bene tenere presente che l’obiettivo nell’allenamento di un climber è quello di ottenere una forma fisica forte ma pur sempre leggera, scattante ed esplosiva, evitando di appesantire il corpo con inutili volumi muscolari da culturista. Si sa, a parità di volume i muscoli pesano più del grasso!

preparazione arrambicata

Step 2: la preparazione fisica

Questione di testa

La preparazione fisica è solo metà dell’opera: ora è tempo di preparazione mentale! L’essere umano è caratterizzato da un aspetto psicologico che, purtroppo, più che aiutare finisce spesso per intralciare: stiamo parlando dell’ego! Pur essendo in grado di portarci a grandi risultati, questa entità è spesso molto fragile e basta davvero poco per farla vacillare. Se la nostra testa non funziona…anche il nostro corpo ne sarà conseguentemente influenzato! In parete, infatti, può capitare di non riuscire a mantenere l’equilibrio o tirarsi su una certa presa, non tanto per questione di non farcela a livello fisico, bensì perché quella vocina dentro di noi ci sta dicendo “non ne sei in grado!”.

mens sana in corpore sano

Step 3: mens sana in corpore sano

Un motivo in più per acquisire consapevolezza fin da subito delle possibili criticità lungo la via di arrampicata? Per essere preparati al fallimento. Non fare l’errore di considerare il percorso come “facile”, ma nemmeno impossibile! Così facendo, anche gli ostacoli più insignificanti possono tramutarsi in barriere apparentemente insormontabili. Ricorda che ci saranno sempre momenti più difficili in cui verrà richiesto uno sforzo fisico (e mentale) maggiore, l’importante è non lasciarsi abbattere.

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Se si osserva un climber in parete, sono davvero poche le dinamiche coinvolte in questo sport che risultano ben visibili a occhio nudo. Per comprenderle è necessario approfondire i singoli movimenti e le elaborazioni mentali che accompagnano l’intero percorso del climber fino all’ultimo rinvio.

Arrampicata: come si prepara

La fase di preparazione prima dell’arrampicata è fondamentale per un climber

Il completo controllo del proprio corpo e l’incredibile forza, non solo nelle braccia ma anche nelle dita e negli avambracci, sono senza dubbio aspetti immediatamente riconoscibili, ma l’arte dell’arrampicata è questo e tanto altro ancora… Scopriamo insieme come si prepara un climber per affrontare la verticale!

Parola d’ordine: preparazione

Con questo non si intende esclusivamente un allenamento di riscaldamento composto da lunghe sessioni di stretching per sciogliere i muscoli o di attivazione muscolare con piegamenti e trazioni. La preparazione inizia nel momento in cui si sceglie una via di arrampicata. Come prima cosa, è importante elaborare una “bozza” preliminare, ovvero una linea verticale immaginaria che porta in vetta, individuando tutti i punti chiave e identificando eventuali le criticità. Se la parete è a strapiombo, il fattore forza sarà essenziale per una presa sicura mediante l’attivazione dei muscoli profondi per una maggiore stabilizzazione, se invece si deve affrontare un tiro particolarmente lungo, ecco che bisognerà giocare più sulla resistenza.

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Step 1: lo studio della parete

Ci vuole un fisico bestiale

La preparazione fisica deve essere mirata alle sfide che la parete propone. Non ha senso intestardirsi su mille varianti di plank per rinforzare la muscolatura profonda, essenziale per la stabilità del corpo in parete, e focalizzarsi su diverse tecniche di presa quando la via di arrampicata scelta è una questione di resistenza invece che di forza. È bene tenere presente che l’obiettivo nell’allenamento di un climber è quello di ottenere una forma fisica forte ma pur sempre leggera, scattante ed esplosiva, evitando di appesantire il corpo con inutili volumi muscolari da culturista. Si sa, a parità di volume i muscoli pesano più del grasso!

preparazione arrambicata

Step 2: la preparazione fisica

Questione di testa

La mente è in grado di portarci a grandi risultati, ma allo stesso tempo è molto fragile e basta davvero poco per farla vacillare. Se la nostra testa non funziona…anche il nostro corpo ne sarà conseguentemente influenzato! In parete, infatti, può capitare di non riuscire a mantenere l’equilibrio o tirarsi su una certa presa, non tanto per questione di non farcela a livello fisico, bensì perché quella vocina dentro di noi ci sta dicendo “non ne sei in grado!”.

mens sana in corpore sano

Step 3: mens sana in corpore sano

Un buon allenamento mentale serve anche per prepararti al fallimento. Ricorda sempre: “per aspera, ad astra”! Keep going!

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2020-06-04T14:12:02+00:00

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